giornata della dante,  in memoriam,  linguistica

Ricordo del prof. Luca Serianni

Il Professor Luca Serianni è scomparso il 21 luglio 2022, a seguito dell’incidente stradale avvenuto tre giorni prima. Linguista, storico della lingua italiana, accademico e professore ordinario presso l’Università La Sapienza di Roma. La lingua italiana e la sua storia sono state l’oggetto di studio di tutta la sua carriera: dalla lingua di Dante fino all’italiano parlato dai giovani stranieri di oggi.

La presidente del Comitato di Berna, Anna Rüdeberg-Pompei, ci lascia un suo addio personale al grande linguista:

Carissimo Professor Serianni,
da giorni ho pensato a Lei coralmente con tutti noi dopo aver saputo dell’assurdo incidente e dopo essermi ritrovata improvvisamente davanti alla sua persona docente, su RAI 5 venerdì  sera 22 luglio,  non ho  potuto sopire un’emozione  che in quel momento rievocava conversazioni  e telefonate iniziate 3 anni fa. È stato il prologo di un evento della Società Dante Alighieri a Berna.  Perché numerosi contatti e telefonate? Lei a Ostia nel suo studio dal quale teneva tanto poter telefonare, io romana a Berna con una felicità sottocutanea di poter parlare tra Berna e Ostia…, parlare del mare, di Ostia antica con Lei, insostituibile idolo della nostra lingua per preparare con uno speciale fermento la Giornata della Dante il 29 maggio del 2019. Doveva aver luogo   all’Università di Berna presso l’Istituto di linguistica e di letteratura italiana dal Professor Bruno Moretti con la Professoressa Silvia Natale, tutti, ovviamente, suoi seguaci. Quell’evento improvvisamente sfumò a Genova e ci tolse, allora, tutta la gioia e la speranza di una vera festa che celebrava Lei, ma anche noi sulla scia della Commedia. Poco dopo le telefonate ripresero dense di interpretazioni intorno alla salute, alla meteorologia ligure troppo calda alla fine di quel mese di maggio. Furono arricchite da disquisizioni storiche e diversive, per esempio, intorno al fiume Entella: “Intra Siestri e Chiaveri s’adima una fiumana bella.» (Purgatorio, canto XIX) sul cui ponte si favoleggia che Dante in modo onomatopeico della parlata locale formulò il suo famoso “Pape Satànpape Satàn aleppe”   e altri giochi di parole, ironie serie e colte che mi hanno fatto vivere dei momenti telefonici preziosissimi tanto imperdibili quanto indimenticabili.

Abbiamo continuato a sentirci discutendo sul prossimo futuro di allora, incamminandoci sul progetto del centenario di Dante e una volta riacquistata la salute avremmo messo in cantiere, dopo un anno, la giornata della Dante 2020 a Berna! Questa volta è stata la pandemia da Covid che ha sorpreso tutti, ma non lasciati per aria… perché con le nuove e irrompenti modalità a distanza, abbiamo, sempre sul filo telefonico, concretizzato la Giornata della Dante del 29 maggio 2020 a Berna, in Svizzera.

L’evento, come previsto incontrò partecipazione ampia da tutta la Svizzera, dalle Sedi della Dante dai seguaci e allievi: un successo emozionantissimo, quando Lei, prendendoci per mano, sulla moderazione dell’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Silvio Mignano, ci ha fatto sentire fortemente ancorati nell’italiano di Dante, facendoci percorrere un ponte incrollabile, che dal 1321  ci accompagnerà durante tutta la nostra vita terrena!

Grazie carissimo Professor Serianni!


 

Vi proponiamo inoltre di (ri)guardare la seguitissima lezione La lingua italiana come cittadinanza del 2018, la prima del ciclo di  incontri  Grande come una città a Roma.