architettura

Dante in Kyiv

Va’ pensiero sull’ali dorate

Così cantava il popolo ebraico prigioniero a Babilonia nella celebra opera Nabucco di Giuseppe Verdi, e così canta il coro del teatro dell’opera di Odessa, Ucraina, tra le barricate preparate in città. Un canto alla patria, un canto alla libertà, un inno intriso di nostalgia ma anche di speranza.

Ed è la cultura, di nuovo, ad accendere quella luce di cui abbiamo tanto bisogno nei momenti più oscuri. Lo è stato durante il primo lockdown in Italia, con la gente che cantava dai balconi, lo è ora sotto il suono assordante di bombardamenti incessanti. La bellezza salverà il mondo, scriveva Dostoevskij, grande scrittore e poeta russo del Novecento. Perché la bellezza – e con essa la cultura – non conosce confini, non conosce conflitti etnici, non conosce frontiere. E così dovrebbe essere il mondo: senza odio né guerre.

Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza ci ricorda Dante, padre della letteratura italiana, nel XXVI canto dell’Inferno. L’umanità non è stata concepita con l’intento di fare la guerra, ma per convivere fraternamente alla ricerca della bellezza e della scienza. Non possono non tornarci in mente queste parole nel vedere il susseguirsi di quelle terribili immagini di guerra e distruzione in Ucraina. Un popolo, quello ucraino, che già in passato ha sofferto molto alla ricerca della libertà e che è profondamente legato alla propria terra. Un sentimento imprescindibile che riaffiora al contempo con dolcezza e con potenza nella poesia Testamento di Taras Ševčenko, poeta nazionale ucraino.

Quando morrò seppellitemi
Sull’alta collina
Nella nostra steppa
Della bella Ucraina

Dante Alighieri e Taras Ševčenko, i due grandi poeti e colonne portanti culturali per i propri paesi – Italia e Ucraina – sono diventati il simbolo dell’amicizia. Proprio nel 2021 la città di Kyiv (più comunemente nota come Kiev) ha donato una statua di Ševčenko alla città di Firenze per ricordare lo storico gemellaggio che lega le due città dal 1967. Dal 10 dicembre 2015 in pieno centro storico di Kyiv si può ammirare un monumento a Dante. Come avrete notato, dall’inizio dell’invasione, l’immagine di profilo del nostro FB riproduce proprio quella statua come segno di solidarietà con il paese in lotta.

di Luca Panarese